domenica 31 gennaio 2010

Quello che gli altri non capiscono...

Molti di noi amano scrivere, eppure, ogni volta, ci si imbatte in una interpretazione di un testo poetico o di prosa che nulla ha a che fare con le intenzioni dell'autore. Nel suo "lector in fabula", U. Eco, semiologo a noi tutti noto, sottolineava che, un'opera letteraria, si conclude solo con l'intervento del lettore, che ci mette la sua parte attiva con il suo immaginario, i suoi trascorsi, il suo livello culturale. Trovo l'affermazione solo parzialmente vera.. perchè considero,invece, il non riuscire a trasmettere le proprie emozioni, un parziale fallimento dell'impresa poetica. Infatti, se è vero che poeta è colui che riesce a concretizzare emozioni che gli altri avvertono ma non riescono a comunicare, il fatto che egli non sia riuscito a creare quel contatto con coloro che come lui sentivano è, indubbiamente, una sconfitta. Certo, poi ci sono coloro che direbbero qualsiasi cosa pur di dire e che poco si soffermano sui contenuti... Ma mi è capitato di imbattermi in commenti in cui mi sono chiesta... " Ma questo che cosa ha capito?". Però, forse, la domanda più corretta da fare sarebbe " Ma cosa ho detto?"